LOVEY DOVEY,WHERE ARE YOU?

 

di Ellen


-Quest’ anno dove si svolgeranno le Olimpiadi invernali? – Jet spostò il giornale che stava leggendo e guardò Joe, alzando il sopraciglio destro. -Perché? Ti interessa andarci?- Joe non rispose. Spostò lo sguardo verso la finestra e pensò, che anche se era inverno, dove era situata la base, non sembrava proprio … forse perché, a circondarli c’era solo acqua . -Non sono mai stato ad assistere alle Olimpiadi … sono curioso di vederle … ecco tutto.- Joe riguardò Jet, aspettando una sua risposta, ma Jet continuò a guardarlo lasciandolo in sospeso. – In Norvegia. Ti aspettano parecchie ore di volo!- Continuò, ragionandoci un attimo sopra. –Dovresti essere ancora in tempo per prenotare biglietti d’aereo e albergo. Per una persona sola, dovresti trovarli facilmente! Magari, non economici … ma non credo che sia un problema per te…!- Joe ascoltò solo la prima parte del discorso del suo amico. Il resto non fece in tempo a sentirlo,perché aveva già cominciato a pensare a tutto il resto … - Mi stai ascoltando?!- Jet guardò infuriato Joe. –Ok. Non mi stai ascoltando … spero almeno, che tu abbia un buon motivo per questa tua mancanza di rispetto nei miei confronti … Mi chiedi le cose e poi non mi ascolti!- Joe riperse di nuovo il filo del discorso. Questa volta fu distratto da una melodia che proveniva dalla sala. Jet se ne accorse e sbuffò! Tirò una botta alla spalla di Joe per farlo tornare in sé! La cosa ebbe l’effetto desiderato! –Se c’è una cosa che non manca mai qua dentro, è la musica … a tutte le ore e in tutti i momenti! Se poi metti, che ad alcuni fa un effetto simile al canto delle sirene … direi che siamo messi a posto!!!Non credi?- Jet fece quest’ultima affermazione facendo una risatina e guardando Joe con aria ironica! Joe colse la battutina dell’amico, ma preferì far finta di nulla. Cominciò a pensare ed ad organizzare il viaggio mentalmente … e si accorse , che la musica di sottofondo lo stava aiutando a ragionare .

Intanto in sala …

-Scusa Francoise, ma il CD che stiamo ascoltando è quello con le uscite del mese scorso?- Francoise alzò lo sguardo dai fogli che stava leggendo e ordinando per il dottore. -Sì! Ho deciso di farne uno a fine di ogni mese! In modo da ascoltare sempre musica nuova!- Rispose a Bretagna,che era intento a cercare di leggere i titoli sul CD. Bretagna alzò disperato lo sguardo dalla copertina e guardò Francoise sconsolato. -Non riesco a leggere i kanji coreani! Non potevi scriverli con quelli giapponesi?! O meglio:con quelli occidentali?!?- Bretagna sembrava proprio perso in quegli strani simboli che non riusciva a leggere. Francoise sorrise e si scusò.-Non ci ho pensato. Volendomi esercitare con la lettura e la scrittura coreana, ho finito per scriverli in lingua madre.- Bretagna fece una smorfia di disapprovazione -Vedo! Ma da quanto eri presa, hai tradotto in coreano pure l’ultimo singolo di Namie Amuro!- Francoise lo guardò un attimo sorpresa:aveva fatto una cosa simile senza accorgersene?! Sicuramente era sovrappensiero … Come l’altro giorno: cominciò a canticchiare “Around & Around” delle T-ara mentre metteva a posto la libreria, sotto gli occhi sbalorditi dei ragazzi e del dottore! Effettivamente , era qualche giorno che pensava di staccare un attimo … di prendersi un po’ di riposo.

Negli ultimi mesi non c’erano stati grossi problemi: i Fantasmi Neri sembravano essersi calmati con i loro continui attacchi. L’ultima missione risaliva alla scorsa estate, nel piccolo ducato di Litreck. Fu un duro colpo per gli Spettri Neri:eravamo riusciti a scoprire uno dei loro punti di riciclaggio di denaro dei loro sporchi affari. Il casinò fu completamente messo KO da noi e dalla nostra alleata segreta, Simone. Francoise ripensò un attimo a Simone e sorrise! Ripensò a Bretagna e al suo charm, che aveva fallito con la bella e prorompente Simone! E poi, a quanto Bretagna avesse continuato a parlarne anche mesi dopo! Ripensandoci bene: da allora non era successo più nulla … però … non era neanche più uscita dalla base, se non per fare la spesa o le commissioni per il dottore. Ogni giorno ripeteva le solite cose:metteva a posto la base (i ragazzi tendevano a lasciare sempre tutto in mezzo …!), si occupava di Ivan e aiutava il dottore a mettere a posto i suoi appunti . L’uniche due cose, che non la facevano veramente sentire fuori dal resto del mondo, erano la musica e internet . Internet la faceva evadere da quelle quattro mura e le mostrava in cosa e come il mondo cambiava ogni giorno. Dalla cronaca alle nuove correnti culturali, dall’arte alla politica, dalla moda allo sport … Era diventata una divoratrice di notizie! Qualsiasi cosa le insegnasse qualcosa di nuovo le interessava, accendeva la sua mente e la faceva volare lontano con il pensiero! Cercava di imparare a fare tutte le cose, da quelle più utili a quelle più frivole: un trucco, un disegno o semplicemente una torta! Però … negli ultimi periodi non le bastava più tutto questo per distrarre la mente … o meglio: sentiva il bisogno di rilassarsi e di non pensare. Come diceva una canzone che le capitava spesso di ascoltare negli ultimi tempi:” I want have fun, stop that, no more”. Tornare ad essere per qualche giorno una ragazza normale … -Ho bisogno di una vacanza …- Francoise non si accorse di aver detto a voce alta, ciò che doveva rimanere un pensiero tra sé e sé … In quello stesso momento entrarono anche Jet e Joe in sala e sentirono la sua affermazione. La guardarono un po’ stupiti … - Sono perfettamente d’accordo con te! – Esordì Bretagna guardandola . -Mi sono appena accorto che hai avuto il coraggio di scrivere in kanji coreani anche “Like a virgin” di Madonna!?!- Scoppiarono tutti a ridere alla sua affermazione! A parte Francoise, che arrossì per la gaffe e che a quel punto pensò, che era decisamente l’ora di fare una vacanza!



Ore dopo…



-Ottima cena!Anche se … Chang potrebbe variare i menù ogni tanto!!- A Jet mancava terribilmente la cucina americana: aveva perfino nostalgia dei cibi dei fast food!

Joe si era collegato su internet, alla ricerca di un volo e di una camera d’albergo per il suo imminente viaggio, ma …

-Perché non le chiedi di accompagnarti?- Jet fece questa affermazione a brucia pelo, guardando la faccia dell’amico, per vedere la sua reazione … Joe alzò lo sguardo verso Jet, non scomponendosi più di tanto al suggerimento . Si fermò un attimo a guardarlo e poi ripose lo sguardo sul monitor del pc. –Dico sul serio … Perché non le chiedi di accompagnarti? … Non ci sarebbe niente di male … - Jet continuò – Lei ha bisogno di cambiare aria e distrarsi un po’… e te … Beh,ti farebbe bene, per una volta, fare un viaggio in compagnia … -Joe ascoltò le parole di Jet e pensò che non aveva torto, ma che … anzi:come avrebbe potuto chiedere a Francoise di accompagnarlo …? Era vero: non c’era niente di male,ma … io e lei … soli … come due persone normali … un ragazzo e una ragazza qualsiasi, in un posto qualsiasi, tra gente qualsiasi … non dover pensare a stare continuamente all’erta, ma solo essere noi … e ridere, divertirsi e comportarsi come se niente fosse … sarebbe una cosa possibile? Riuscire , per un momento, a staccarsi dalla loro solita e crudele routine … Joe si perse in questi pensieri, ed in altri e poi ancora in altri … Jet lo osservava e sapeva di aver smosso in lui una vera e propria tempesta emotiva … Per quanto Joe tentasse di far finta di niente, di non pensare e di allontanare da sé certi pensieri, Jet sapeva che non avrebbe potuto riuscirci ancora a lungo. Il tempo era passato … ormai cinque anni dal loro incontro … Francoise , a quel tempo, era ancora una ragazzina: aveva ancora i lineamenti di una adolescente. Gli occhi erano innocenti come quelli di una bimba e nel suo comportamento niente di malizioso. Francoise era come un bocciolo di rosa che doveva ancora sbocciare in tutta la sua bellezza. Sotto i nostri occhi, giorno dopo giorno, è cresciuta ed è diventata una bellissima donna. –Fino a quando continuerai a non voler vedere la realtà?... ormai è una donna … - Jet si accorse che le sue ultime frasi sarebbero state meglio tenersele per sé … Joe si incupì. Abbassò lo sguardo e non rispose. Ormai Jet aveva fatto il danno e non riuscì a fermare le parole successive: -Per quanto tempo vuoi ancora salvarla da te? Per quanto ancora, vuoi fuggire da lei?- Quelle frasi ferirono più degli attacchi dei nemici. Jet sapeva di essere stato troppo sincero e che forse, il suo amico, non era ancora pronto per sentirsi dire quelle cose. Joe continuò a tenere gli occhi bassi e a non rispondere, ma in realtà quei discorsi, lui, li conosceva bene … se li era già posti in passato … e ripetutamente … ma non si era mai dato delle risposte. Non si era mai voluto dare quelle risposte … e ora? Anche Jet gli stava ponendo gli stessi quesiti. Forse era ora di vedere la realtà in faccia. Forse era arrivato il momento di capire cosa il suo cuore custodisse tanto gelosamente da cinque anni a questa parte … da quando la sua vita era cambiata. E non solo, perché era diventato un cyborg, ma soprattutto perché aveva incontrato lei … Joe alzò lo sguardo verso Jet e aprì la bocca per rispondergli, quando bussarono alla porta della sua camera. Girarono entrambi lo sguardo verso la porta. –Sì. Avanti.- La porta si aprì e spuntò il volto sorridente di Bretagna. –Ragazzi vi va un po’ di dolce? Francoise ha preparato le crepes alla crema di azuki rossi! Da leccarsi i baffi!- Jet e Joe lo guardarono un po’ male. Bretagna se ne accorse.-… Scusate,vi ho per caso disturbarti?! – Jet digrignò i denti facendogli sì con la testa. A quel punto arrivò Francoise, che incurante dei fatti, esordì: -Ragazzi! Su,venite di là! Ho preparato le crepes!Venite a mangiarle con noi!- il suo sorriso , come sempre, riusciva a placare anche le tempeste peggiori! Jet e Joe si guardarono un attimo negli occhi, scambiandosi uno sguardo di rassegnazione. Facendo finta di niente seguirono i due, di là in sala e si sedettero a mangiare il dolce con gli altri. Mentre Francoise assaporava la sua crepes accese la televisione e si mise a guardare “Hey Hey Hey!”, un programma di musica giapponese. Era una puntata speciale: si esibivano i gruppi coreani con i loro singoli giapponesi. Francoise si mise ad ascoltare le canzoni, che ormai conosceva benissimo. Alcune di quelle canzoni erano tra le sue preferite e l’avevano accompagnata nel corso dell’ultimo anno … Mentre i gruppi si esibivano l’uno dopo l’altro, le lacrime cominciarono a scendere giù dai suoi occhi. Gli altri se ne accorsero, ma non sapevano né cosa dire né cosa fare … sapevano e conoscevano il suo animo delicato e la sua sensibilità … sapevano che quelle parole che stavano ascoltando, per loro non significano niente, ma su di lei avevano un forte impatto emotivo … Francoise si scosse all’improvviso, come se si fosse svegliata da un sogno, e si rese conto di aver pianto … sussurò …-“Comeback you bad person … You are me.- Fu un attimo , ma Joe percepì le frasi che aveva sussurato .La guardò e si chiese che cosa significassero per lei.

Francoise si accorse che qualcuno aveva sentito le sue parole e che la stava guardando … Girò lo sguardo verso Joe e incontrò il suo sguardo. Per un attimo si guardarono come se si fossero visti per la prima volta … -Francoise! Ogni volta è la stessa storia! Ti metti sempre a piangere quando ascolti “Because of you”!- Bretagna interruppe quel silenzio e quello scambio di sguardi . Francoise distolse lo sguardo da Joe e sorridendo timidamente a Bretagna, disse a voce bassa che era la solita sentimentale! Joe continuò a guardarla … a guardare quella figura così candida e sensibile e gli ritornò in mente le parole dette da Jet poco prima …



Era già l’alba…

La notte era passata velocemente, nonostante Joe non avesse chiuso occhio … Aveva pensato e ripensato tutta la notte ai fatti del giorno prima ed era giunto , vigliaccamente, ad una decisione … Non era ancora il momento di avere quelle risposte. Ma poteva rubare un attimo per lui e lei, un momento solo per loro due … uno dei tanti, che rubava di nascosto agli altri … ma che sarebbe durato più di un respiro o di un sguardo … minuti,ore,giorni … non tantissimi,ma quanto bastava per imprimersi nella mente il suo dolce profumo, il suo sorriso innocente, il suo sguardo limpido e sereno … Joe era quindi giunto alla conclusione che avrebbe chiesto a Francoise di accompagnarlo in viaggio.


-Buongiorno Francoise …- Francoise non l’aveva sentito arrivare, forse troppo presa dal preparare la colazione … Abbassò la musica che stava ascoltando:” Don't leave me alone now , Now Lovey Dovey Dovey Uh Uh Uh Uh , Lovey Dovey Dovey Uh Uh Uh Uh, Where are you?” – Buongiorno Joe …!- Lo salutò sorridendogli più dolcemente del solito. Lei stessa non sapeva perché, ma era più felice del normale di vederlo quella mattina!

Erano soli in cucina … -Vuoi una mano a preparare?- Arrossì prima di rispondere, senza un perché. – Sì,grazie! Se non ti dispiace potresti aiutarmi ad apparecchiare.- Joe accennò un sorriso come risposta. –Francoise … ti piacerebbe andare a vedere le Olimpiadi invernali?- Alla domanda postale, Francoise si fermò stupita ,con i piatti in mano, vicino al tavolo … -Sì … certo che mi piacerebbe … deve essere una bella esperienza! - Joe continuò: -Pensavo di andarci quest’anno! E mi chiedevo … - esitò un attimo –se ti andasse di venire anche te?- appena finito di parlare, fece rapidamente mente locale , se si fosse espresso bene, se avesse usato le parole giuste e se, soprattutto, non avesse dato adito a pensieri strani … Francoise lo guardò un attimo perplessa, chiedendosi se le avesse veramente chiesto di andare con lui o se ,se lo fosse solo immaginata! Si riprese subito e si diede un tono, arrossendo nuovamente, ma rispondendo con una certa tranquillità. –Sì!Mi farebbe molto piacere accompagnarti!- Si guardarono un attimo e come due bimbi che da quel momento dovevano custodire un segreto, si sorrisero per sigillare il patto.

Iniziare i preparativi e organizzare il viaggio insieme fu molto divertente! Il tempo volò e senza accorgersene arrivarono al giorno della partenza ! Un sorriso, uno sguardo e il cuore che era colmo di gioia per quel tempo che avrebbero passato insieme … Ma nessuno dei due , sapeva a cosa stava per andare incontro realmente… Il destino aveva deciso di giocare a dadi con le loro vite e di metterli a dura prova. Le cose sarebbero cambiate e quelle domande non sarebbero rimaste più senza risposte…

 

© 03/06/ 2012

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